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Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari: facciamo chiarezza

vigilanza privata e servizi fiduciari

Quella del rinnovo contrattuale di Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari è una storia travagliata.

In questi lunghi anni ci ha, purtroppo, abituati ad assistere a dei veri e propri colpi di scena, che, al di là di inutili teatralità e folclore, non hanno ancora portato, dal 31 dicembre 2015, ad una conclusione positiva del negoziato.

Però, considerate le ricostruzioni creative e le strumentalizzazioni che a vario titolo stanno circolando, soprattutto nelle ultime ore, vale la pena ricordare alcuni dei passaggi di maggior rilevanza che hanno caratterizzato questa lunga e difficile trattativa:

Nel 2013, FILCAMS e FISASCAT hanno siglato il Contratto, che per la prima volta ha unificato due contesti importanti del mondo del lavoro, introducendo il comparto dei servizi fiduciari.

L’obiettivo, condiviso anche dalle associazioni datoriali e definito nel testo contrattuale, era di favorire l’emersione del settore, storicamente caratterizzato dalla forte presenza di lavoro irregolare e precario.

Infatti, regole e contratti continuano spesso ad essere pura immaginazione, a vantaggio delle imprese più scaltre, che penalizzano i lavoratori e le aziende virtuose e creano una situazione insostenibile nelle gare d’appalto.

Per questi motivi, nel testo del Contratto, l’intendimento e l’affidamento sono stati di poter poi affrontare nel corso della sua durata, a dicembre 2015, ”le opportune rivalutazioni”, prevedendo in tal senso l’avvio di una fase di confronto.

Le Associazioni Datoriali, disattendendo quanto sottoscritto, hanno di fatto generato, nel corso di questi anni, una situazione divenuta intollerabile.

Queste sono le ragioni per cui abbiamo deciso di affrontare il problema, non limitandoci alla gestione di cause individuali ma intraprendendo una class action:

un’azione collettiva, quindi, che, a condizioni date, potrebbe avere un effetto risolutivo.

A differenza di una disdetta del contratto collettivo, che tra l’altro continuerebbe ad essere applicato dalle aziende, abbiamo scelto questo innovativo strumento per agire in maniera più puntuale sul problema.

Senza lasciare pericolosi spazi di manovra alle imprese che avrebbero, in caso di disdetta sindacale, mani libere, vista l’assenza di una regolamentazione rappresentativa.

A nostro modo di vedere, infatti, a crescere devono essere le retribuzioni dell’intero settore, non di una sola parte; come crescono le attività delle imprese dell’intero settore della sicurezza privata.

Siamo anche in attesa di una nuova convocazione da parte del Ministero del Lavoro, che è un’altra azione da noi intrapresa:

per sollecitare le controparti a non tergiversare, prendendo ogni volta pause di riflessione che durano mesi.

In tutti questi anni, abbiamo continuato a mobilitarci a tutti i livelli, con strumenti diversi a seconda delle esigenze, per far capire in modo chiaro che non è nostra intenzione arrenderci.

Ad oggi, nonostante gli enormi sforzi e sacrifici sostenuti da delegati e lavoratori, e nonostante i piccoli avanzamenti conquistati, non siamo riusciti a siglare il rinnovo del Contratto.

E nello scenario complicato di questo Paese, in cui ci sono ormai un migliaio di contratti depositati al CNEL, nessun altro è riuscito a farlo.

Neanche coloro che dovrebbero forse prestare maggior attenzione alla spregiudicata condotta di parte delle imprese e delle associazioni datoriali, piuttosto che inscenare di continuo teatralità e folclore.

È facile parlare e scrivere qualsiasi cosa, per giunta con una certa sventatezza.

È facile rivangare il passato e distorcere l’accaduto.

Ed è ancora più facile ricordare quello che ci piace e dimenticare quello che non ci piace.

È tutto molto facile, ed è ancora più facile fare polemica e esprimere giudizi.

Ma la realtà deve portare ad un’altra conclusione:

che non può certo essere quella delle chiacchiere e delle contumelie, ma, piuttosto, quella di un ulteriore sforzo e di un impegno ancora maggiore, auspicabilmente unitari nei fatti più che nelle parole.

Per raggiungere il nostro obiettivo:

RINNOVARE, BENE E AL PIÙ PRESTO, IL CONTRATTO NAZIONALE!

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